Archesofia

Al filone dell’esoterismo cristiano appartengono l’Ordine Iniziatico Loto+Croce (fondato nel 1948 a Torino) e l’Associazione Archeosofica (1968), ambedue ad opera di Tommaso PALAMIDESSI (1915-1983), che si fece chiamare Maestro Rajkunda. Interessato alla parapsicologia e alle religioni orientali, appassionato all’egittologia e all’alchimia, nel 1953 si trasferisce a Roma, e svolge attività politica nel MSI. Dalla fine degli anni Cinquanta – nel 1957 soggiorna nei monasteri del Monte Athos – si orienta verso il cristianesimo orientale. Dopo numerosi viaggi, fonda nel 1968 a Roma l’Associazione Archeosofica. Poi si interessa all’arte e alla musica come chiavi per la realizzazione mistica e iniziatica. Dopo la sua morte (1983), l’attività è continuata dalla moglie Rosa Francesca Bordino.
L’opera di Palamidessi, ispirata ad autori dell’ortodossia orientale, risente anche della tradizione occultistica specialmente per quanto riguarda la reincarnazione. Dio Figlio, l’Avatar eterno, «sempre il medesimo», si incarna ripetutamente in un personaggio storico: Rama, Krishna, Gesù, forse domani un «futuro Messia», sempre con lo scopo di «trasfigurare gli uomini nel Divino». Gli Avatar lasciano dietro di sé delle chiese («Ekklesie») che constano tuttavia di un corpo esteriore o popolare e di un corpo interiore esoterico, via speciale per gli iniziati o risvegliati. Così ai Rosa+croce subentra l’Ordine Lotocruciano (1948), il cui «Corpo di Grazia» si costituisce dal 1948 al 1966 quando in Terra Santa, a Gerusalemme, il fondatore ha un’esperienza mistica di unione con il Cristo. Si fonda un sacerdozio iniziatico riservato peraltro a quei Cristiani che sanno di più, e possono affrontare le esperienze dei grandi Misteri.
L’Ordine Iniziatico Loto+Croce è dunque un «sacerdozio esoterico» che presuppone una specifica vocazione e la disponibilità a sottoporsi a una disciplina e a un rituale. L’iniziato, attraverso una particolare disciplina, si mette in condizione di sperimentare la lettura degli archivi akashici, fenomeni di sdoppiamento e di viaggio fuori del corpo, l’esatta comprensione dell’astrologia, della teurgia e dello «spiritismo superiore» con cui si diventa «medium dello Spirito Santo, degli Eletti, degli Angeli».
Il loto – che sostituisce la rosa – è simbolo della reincarnazione, che sarebbe ammessa dalla Bibbia, e quindi compatibile il cristianesimo. L’Archeosofia (che per sé significa: “antica sapienza”) insegna a recuperare la memoria delle proprie vite passate.
L’archeosofo si sottopone a una serie di esercizi spirituali quotidiani che comprendono una impegnativa vita di preghiera ispirata alla tradizione ortodossa orientale e alla vita monastica occidentale, e una serie di pratiche ginniche e respiratorie tra cui emerge il «Saluto al sole, dispensatore di salute e longevità».

Punto di vista cattolico
La tendenza, tipica di tanta gnosi, a ritenersi compatibile col cristianesimo, anzi a presentarsi come la sua espressione  autentica e matura, è ben presente nell’Archeosofia.
1) Il cammino della gnosi (=conoscenza) ci permette di “ricordare” il divino che è in noi, e con ciò stesso possiamo ri-divinizzarci. Per il cattolico la fede è un atto libero, una risposta a Dio che si rivela. La salvezza ci viene da Gesù Cristo, e non è semplice auto-redenzione legata a conoscenze, esperienze e pratiche particolari.
2) Per  l’Archeosofia Gesù è un Principio che si incarna in diversi personaggi. Per la fede cristiana il Figlio di Dio si è incarnato inseparabilmente in Gesù di Nazaret: non esistono e non si possono attendere altri Messia.
3) la Chiesa Cattolica non crede nella reincarnazione; essa ritiene la morte evento unico che introduce all’attesa della resurrezione.

Bibliografia
Introvigne Massimo, Il cappello del Mago, Sugarco Milano 1990, pp. 330-332.
Fabrizi Cristina, “Sono più forti dell’amore”, in MRA, N°31, pp. II-VI.

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