Ananda Marga

Cenni storici
Nuova Religione derivata dall’Induismo, fondata nel 1955 in India da Prabhat Raujan Sarkar, detto Shrii Shrii ANANDAMURTI (= “personificazione della beatitudine”), o semplicemente Baba (= “padre”), nato nel 1921 e morto nel 1990. Strettamente legato alla politica indiana, il movimento ha avuto diverse traversie, compreso l’imprigionamento di Anandamurti, accusato di aver organizzato alcuni assassinii politici, e la messa fuori legge del movimento, ad opera di Indira Gandhi (1975). Questo portò al suicidio di 8 suoi discepoli, datisi fuoco per protesta contro tale arresto. Nel 1978 Anandamurti ottenne la libertà provvisoria dietro cauzione.

Dottrina e attività
Adattando l’antica scienza del Tantra Yoga alle esigenze dell’era attuale, l’Ananda Marga (= Sentiero della Felicità) si propone il rinnovamento del singolo attraverso la pratica spirituale, e il rinnovamento della società mediante riforme di carattere sociale.
L’Ananda Marga si definisce un movimento socio-spirituale, il cui scopo è l’autorealizzazione e il servizio sociale dell’individuo. Sviluppando questi valori, essa sostiene una filosofia socio-economica che si riversa anche in campo politico, ponendosi come soluzione alla crisi dei sistemi attuali e come alternativa al comunismo e al capitalismo.
Il PROUT (Progressive Utilization Theory) è la sigla in cui si riconosce concretamente il movimento politico dell’Ananda Marga, che in India, coma abbiamo detto,  ha avuto varie vicende. Il movimento, che si espande fuori dell’India a partire dagli anni ’70, sviluppa in Occidente un programma essenzialmente rivolto alla meditazione, alla filosofia e lo yoga, e all’azione sociale, proponendosi un programma ambizioso di rinnovamento economico-culturale. Dal lato spirituale occorre anzitutto la pratica del sadhana (= “cammino spirituale”), che mira a riconoscere al proprio interno il Sé infinito e di raggiungere così la coscienza cosmica. Questo, insieme con pratiche “ascetiche”, porta allo sprigionamento della kundalini, la forza dormiente potenziale in tutti gli individui, che risalendo lungo la spina dorsale risveglierebbe i cakra, quelle “ghiandole spirituali” atrofizzate, che porterebbero all’autocoscienza necessaria per l’autorealizzazione.
Per diventare adepto occorre dunque sottoporsi a una particolare tecnica che tra l’altro comporta la corretta ripetizione di un mantra (=formula sacra) di due sillabe, da tenere segreto e su cui meditare almeno due volte al giorno per venti minuti. La meditazione è intesa come percezione della realtà dell’Essere Divino che è in noi e che si sperimenta con continuità. La meditazione è preparata da una particolare danza. Nella misura in cui purifica e migliora se stesso, sviluppando le sue potenzialità spirituali, l’individuo potrà agire per modificare positivamente la società a partire dai suoi aspetti più concreti.
Dal punto di vista sociale, Ananda Marga prospetta un nuovo tipo di società, e detta delle regole di comportamento, in parte prese dallo yoga classico. Ci sono anche particolari norme alimentari, e il digiuno ogni undicesimo giorno dopo la luna piena. Tra gli impegni sociali ricordiamo l’assistenza ai bambini e agli anziani, la lotta alla droga e l’assistenza ai carcerati, e istituzioni come scuole, squadre di soccorso, orfanatrofi, ospedali ecc..
In Occidente Ananda Marga conduce un’esistenza più tranquilla, ed è conosciuto soprattutto attraverso l’organizzazione Renaissance Universal, che ha un ambizioso programma di rinnovamento economico-culturale, a cui si sono interessati illustri economisti.
Nelle cooperative del movimento vengono prodotti biscotti, pane e crema di noccioline. Nelle scuole, oltre ad insegnare la filosofia e la pratica della meditazione, si sensibilizza al servizio umanitario.

Punto di vista cristiano
L’Ananda Marga attira per il suo aspetto umanitario, per la proclamazione di un ideale di armonia universale, per il fatto che non si presenta con dogmi religiosi, ma insinua la sua ideologia con discrezione e gradualità. Inoltre, a differenza dell’induismo più ortodosso, non disprezza le realtà materiali; anzi, col suo ottimismo circa la possibilità dell’uomo di “divinizzarsi” e di creare una società armoniosa sulle basi di una religiosità “laica”, risponde a certe aspettative dell’uomo occidentale. Infatti questo movimento non ha un vero e proprio culto. Semplicemente sostiene che, attraverso la meditazione, l’individuo scopre il Dio di cui è parte, e con lui si identifica, e, come conseguenza, può migliorare se stesso e il mondo.
«…Ci troviamo dunque di fronte a quel sentimento di “onnipotenza” che l’uomo intende perseguire per porsi, non solo al centro dell’universo spirituale, che sente pulsare in lui, ma sostituendosi di fatto addirittura alla figura di Dio, che in questo caso viene assimilata dal praticante stesso e che si manifesterà pienamente in lui qualora egli avrà finalmente raggiunto, attraverso le discipline sopra descritte, l’illuminazione».
Le differenze rispetto al cristianesimo riguardano il concetto molto vago di Dio, la non rilevanza di Gesù Cristo, e di conseguenza il presentarsi come una via di autorealizzazione, senza la salvezza che viene da Gesù Cristo..

Testi e Periodici
The Spiritual Philosophy of Shrii Shrii Anandamurti, Ananda Marga Publications, Denver 1981
Glimpses of PROUT Philosophy, Central Proutist Publications, Copenhagen 1981.
Sussidi
Introvigne Massimo, Le Nuove Religioni, Sugarco Ed., Milano 1989, p.317-318.
AA. VV., Enciclopedia della Religioni, c/o G.J. Bellinger, Garzanti 1989, s.v. “Ananda Marga”.
Masella Giampietro, «“Il Sentiero della Beatitudine”. Storia e dottrine di un movimento di matrice induista, che combina la pratica meditativa con una discussa attività politica Srî Srî Ánandamûrti, l’Ánanda Mârga e il PROUT», in MRA, n. 19, pp. 24-30.


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